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Mentre i generali ed i consiglieri di Augusto realizzavano nella pratica l'attività politico-militare che Augusto delineava e stabiliva, così nell'attività letteraria l'imperatore si limitò ad accordare la sua lungimirante protezione a poeti e letterati che venivano accolti nei circoli letterari curati da peronalità che, pur vivendo intorno a lui, si conservarono indipendenti.
In questi circoli non si parlava solo di poesia e di critica letteraria, ma anche di eloquenza, visto che ormai il foro man mano andava perdendo la sua importanza a questo riguardo.
I più famosi di questi circoli furono quelli tenuti da Asinio Pollione, da Valerio Messalla Corvino e da Mecenate.
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