|
|
|
Questo lungo periodo inizia dalla fondazione di Roma ed arriva intorno al 240 a.C.
Roma, sorta sulla riva sinistra del Tevere, nei territori del Latini, inizialmente non potrà evitare l'influenza non solo degli stessi Latini, ma anche dei Liguri e degli Etruschi (a nord), e degli Osci, Sanniti e Magno Greci (al sud).
E' questo il periodo di formazione (per la difesa della propria esistenza) e di amalgama (assorbimento dei Latini e soggiogamento dei Sanniti), che poi diventa di espansione e di conquista sui popoli Italici al fine di penetrare nelle parti estreme dell'Italia.
Roma, si può dire, è continuamente in guerra e non può non occuparsi di ciò che consegue alle guerre di conquista: l'assestamento interno, la ricerca di una norma di vita, il lavoro incalzante.
|
|
I Romani saranno assenti nel campo dell'arte, intesa come necessità dello spirito, per questo lungo periodo storico; l'arte non è presente perchè non avvertita come necessaria; esiste e viene ritenuto sufficiente ciò che è indispensabile per il rito, per la divinità e per i rapporti tra uomo e uomo, e cioè la preghiera rozza, elementare, quasi frettolosa ed il primo abbozzo di leggi e di patti.
Ulteriore ostacolo, forse il principale, alla produzione artistica è la mancanza di una lingua saldamente costituita.
Infatti, in questo periodo, il dialetto di Roma non è che un'isola nel mare delle lingue parlate in Italia, quali l'osco, l'umbro e l'etrusco.
In seguito Roma assimilerà queste lingue fondendole con quella degli abitanti a sud del Tevere, e sorgerà così il latino, che diventerà la lingua ufficiale dei popoli Italici e poi della maggior parte dell'Impero.
|
|