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L'umanesimo (cioè gli studi letterari e le ricerche ed interpretazioni dei codici antichi) non è altro che un aspetto del Rinascimento; il fervore usato nella ricerca e nello studio delle opere classiche è, anzi, da considerarsi come la prima manifestazione dello stesso Rinascimento.


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Umanesimo

Il 1400 è chiamato il secolo dell'Umanesimo perchè in questo particolare periodo storico i letterati e gli studiosi del tempo si dedicarono con fervore allo studio delle "Humanae Litterae", cioè degli studi classici.

La gloria di questo secolo non è costituita da qualche individualità di straordinario rilievo, ma da un movimento unico che fissò la concezione dell'uomo, del suo mondo, dei suoi affetti come realtà autonoma, come il centro autentico della creazione e della vita. Il primo manifestarsi di questa nuova concezione fu la rivalutazione dell'antichità classica, l'amore riverente e puntiglioso con cui vennero ricercati e studiati i capolavori del classicismo, prima latino soltanto, poi latino e greco.

Questo nuovo lievito di idee, di pensieri, di sentimenti agì potentemente in ogni campo e determinò una specie di rinascita degli spiriti.

In questo periodo si nota un rifiorire della cultura, della ricerca approfondita di tutto ciò che riguarda il classicismo poichè era opinione comune del tempo pensare che che ciò rendesse l'uomo comune più sapiente e moralmente migliore. Gli scrittori del tempo utilizzarono sempre e soltanto la lingua latina per le loro opere, perchè si riteneva fosse di livello superiore al volgare, si dedicarono alla ricerca di opere antiche, allo studio approfondito della società classica e della sua cultura, ritrovarono manoscritti antichi, persi da secoli nelle biblioteche dei monaci come ad esempio la scoperta delle "Ad Familiares" di Cicerone.

In Italia questa nuova cultura si diffuse principalmente in Toscana e a Padova. In particolar modo a Firenze si ebbe, dopo la morte del Petrarca il maggior impulso a riprendere l'invito petrarchesco della "docta pietas".

Nella seconda metà del secolo assunse notevole importanza lo sforzo linguistico di alcuni umanisti per portare il volgare ad un livello oggettivamente più vicino alla scrittura classica. La nascita dei Principati, sorti dalla trasformazione delle Signorie, contribuì notevolmente al mutare del linguaggio poetico nonchè del pensiero corrente e della società stessa. L'esponente più importante del periodo fu infatti un Signore, Lorenzo de' Medici, che rappresentava perfettamente l'idea della cultura dell'epoca, dando prova di eclettismo, cultura e dimostrando la nuova teoria letteraria secondo cui l'uomo colto era distante dal volgo e la propria posizione sociale non era più una responsabilità.



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