|
Nel secolo XI° cominciava a maturare, nella coscienza civile, una diversa e nuova esigenza spirituale e culturale, che si poneva in aperto contrasto con la concezione dei regimi feudali, che negavano ogni libertà ed ogni diritto alla persona.
Ma la strada del progresso e della emancipazione sociale è stata lunga e difficile: quei profondi mutamenti spirituali e quelle intense attività umane che avevavno cominciato a farsi avanti timidamente dal secolo XI° in poi, si manifestarono come una vera e propria rivoluzione socio-culturale nei secoli XV° e XVI°, determinando un nuovo tipo di civiltà in aperto contrasto con gli ideali e le concezioni della vita e del mondo che avevano permeato l'intero Medioevo.
Questo nuovo indirizzo degli studi e del pensiero umano impressero una rinnovata spinta allo sviluppo dell'uomo, sia sotto l'aspetto del valore della vita umana che della naturale formazione della personalità individuale.
Un aspetto positivo del Rinascimento fu l'aver individuato nel raziocinio umano, in opposizione al principio medievale d'autorità, il mezzo idoneo e determinante per l'osservazione, l'indagine, la critica e la conoscenza di qualsiasi fenomeno e legge naturale.
Lo spirito critico condusse a nuove concezioni ed interpretazioni, specialmente nel campo delle scienze, della filosofia e dell'arte.
Per quanto riguarda il sentimento religioso, questo periodo storico-letterario fu caratterizzato da un risorto senso pagano della vita che, con un ovvio e comprensibile indifferentismo religioso, si pose in antitesi con la religione ufficiale della Chiesa.
|