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Intorno alla metà del secolo XVII cominciarono a diffondersi idee nuove che, trovando terreno adatto insieme a tempi maturi, conquistarono l'opinione pubblica. La scintilla si accese in Francia grazie ad una numerosa schiera di pensatori e scrittori come Voltaiere, Rousseau, Montesquieu, ma si propagò in breve tempo in ogni parte d'Europa. Che cosa denunciavano e che cosa chiedevano questi pensatori? Essi criticavano i vecchi sistemi e gli ornamenti medioevali. I re non doveva essere il padrone assoluto dello stato e dei cittadini, ma bensì il loro servitore. E tutti i cittadini erano uguali di fronte al re o alla legge., con uguali diritti.
Coloro che sostennero queste idee furono detti illuministi, poichè si proponevano di "illuminare" con le nuove idee le menti ottenebrate dall'ignoranza e dalle superstizioni secolari.
In Italia l'Illuminismo fu vivo soprattutto a Milano: i fratelli Alessandro e Piero Verri diffusero le idee illuministiche sulla rivista "Il Caffè". Cesare Beccaria scrisse un'opera in cui non solo condannava la pena di morte ma dimostrava la barbarie e l'inefficienza di ogni sistema di tortura. Giuseppe Parini, abate progressista, compose un poemetto "Il giorno", in cui è messa in rilievo la vita sciocca di un nobile del tempo.
Il rinnovamento del pensiero illuminista si compì molto anche attraverso queste opere letterarie.
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