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La poesia satirica di questo secolo non ha potuto fornire risultati superiori alla mediocrità proprio perchè il difetto dell'epoca, cioè la mancanza di una salda coscienza morale, contrastava con l'atteggiamento moralistico che gli autori pretendevano di assumere.
La figura di maggior rilievo, tra questi satirici, è certamente Salvatore Rosa, poeta, musicista e pittore napoletano (famose le sue Marine, qualcuna è esposta alla Galleria Pitti di Firenze).
Scrisse sette satire: nella satira La Poesia, ad esempio, è ridicolizzata la decadenza della poesia ad opera dei lirici del Seicento che, nell'intento di immortalarsi con le loro metafore, non si sono accorti di essere ridicoli e beffeggiati.
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La poesia epica di questo periodo, pur rifacendosi ai poemi eroici del passato (es. La Gerusalemme Liberata del Tasso), non riuscirà ad avere vitalità per la scadente qualità, nonostante la enorme quantità di opere prodotte.
Oltre al Chiabrera, che scrisse parecchi poemi (es.: la Gotiade, l'Amedeide), poeti epici furono Federico Nomi (Buda Liberata), Vincenzo Piazza (Bona Espugnata), Girolamo Graziani (Conquisto di Granata).
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