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Nasce ad Alessandria d'Egitto l'otto febbraio del 1888, da una famiglia di origine contadina. Il padre lavora come sterratore presso il canale di Suez, ma ben presto viene a mancare, e il poeta viene allevato dalla madre, donna energica e molto religiosa.
Frequenta dapprima l'Istituto don Bosco, poi l'Ecole Suisse Jacot. Studia la letteratura europea, ama Leopardi e Mallarmé.
Nel 1908 comincia a frequentare la "Baracca Rossa", un ritrovo di anarchici organizzati dallo scrittore toscano Enrico Pea. Diventa corrispondente per l'Egitto della rivista "La Voce" nell'autunno del '12 parte per Parigi per studiare presso la facoltà di lettere della Sorbona.
Nei caffè letterari conosce Apollinaire, di cui diviene amico, e comincia a pubblicare i primi versi in lingua francese.
Nel '14 torna in Italia, e si dedica all'insegnamento del francese e alla scrittura. Nel '15 parte per la guerra e vi rimane per tutto il 1916. L'esperienza del fronte segna profondamente la sua poesia. Ettore Serra si occupa della pubblicazione della prima raccolta "Il porto sepolto". Nel '18 è sul fronte francese. Nel '19 Ettore Serra fa pubblicare "Allegria di Naufragi". Il poeta si sposa con Jeanne Dupoix, dalla quale avrà due figli: Ninon e Antonietto.
Nel '20 si trasferisce a Roma e lavora presso il Ministero degli Esteri, traducendo trafiletti di giornali francesi, ma nel '23 è costretto a trasferirsi fuori Roma per motivi economici. Comincia a collaborare alla rivista "La Ronda". Nel '28 si converte alla religione cattolica e scrive alcuni inni, tra i quali la "Pietà".
Comincia ad avere i primi riconoscimenti e le soddisfazioni: nel 1932 gli viene assegnato il premio del "Gondoliere", nel '34 viene pubblicato il suo primo libro tradotto, nel '36 ottiene una cattedra all'Università di San Paolo del Brasile e viene stampata la versione definitiva della raccolta "Sentimento del Tempo". Nel 1942 rientra in patria e viene nominato Accademico d'Italia. Insegna all'università di Roma, mentre Mondadori pubblica le sue opere con il titolo "Vita d'un uomo", segnando così una forte compenetrazione tra le vicende umane del poeta e la sua lirica. Altre opere: "Poesie disperse" ('45), "Il Dolore" nel '46, "Il povero nella città" ('49), "La terra Promessa" ('50), "Un Grido e Paesaggi" ('52), "Il taccuino del vecchio" ('60), "Deserto e dopo" ('61). Nel 1964 tiene un ciclo di lezioni presso la Columbia University, a New York. Nel 1968, in occasione dei suoi 80 anni, il governo italiano gli dedica grandi festeggiamenti e escono due edizioni rare: "Dialogo" e "Morte delle stagioni". Scrive l'ultima poesia la notte tra il 31 dicembre '69 e il 1°. gennaio 1970: "L'impietrito e il velluto". Muore la notte tra il 1° e il 2 giugno 1970, a Milano.
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