|
|
|
La pace di Cateau Cambrésis (1559) sancisce la fine della guerra tra Francia e Spagna per il predominio sull'Europa e determina la definitiva dominazione spagnola in Italia, dominazione iniziata dalla fine del XV secolo durante le guerre che avevano visto la Spagna impadronirsi del Ducato di Milano, del Regno di Napoli, della Sicilia e della Sardegna, dello Stato dei Presidi in Toscana.
Per circa 150 anni seguirà un lungo periodo di pace, è vero, ma sarà caratterizzato dalla morte morale e politica delle popolazioni, dalla miseria conseguente allo sfruttamento economico spagnolo sui suoi possedimenti italiani.
Ulteriore danno, forse più grave della servitù politica, fu la corruzione, il servilismo allo straniero, il lassismo nei costumi della nobiltà italiana che, in molti casi, si trasformò in crudeltà verso il popolo oppresso ad opera di signorotti locali, che spesso erano più prepotenti degli stessi dominatori stranieri.
Questa situazione è stata magistralmente illustrata, ad esempio, dal Manzoni nei Promessi Sposi, opera aderente alla realtà quotidiana del Seicento e storicamente attendibile.
E' questa anche l'epoca dell'Inquisizione, in cui la Spagna divenne uma specie di braccio secolare della controriforma cattolica.
Ciò comportò un inaridimento del senso della libertà politica e religiosa (che si faceva strada in altri paesi europei) costringendo le menti a rifugiarsi e nascondersi dietro l'ipocrisia ed il formalismo.
|
|
Con il termine secentismo si fa riferimento a quella particolare deformazione dell'arte che, perduto il senso della misura e dell'armonia, tende esclusivamente alla ampollosa grandiosità e allo stupefacente, servendosi dei vuoti artifizi e delle tecniche di una retorica vuota ed insipida, espressione di una società senza fede e senza ideali.
Gli ideali e la creatività degli uomini del Rinascimento, che avevano originato il primato culturale italiano, vengono spenti, se non perduti, con la rinuncia ad ogni forma di aderenza con la realtà quotidiana (specialmente nella poesia) nel tentativo di nascondere, sotto l'apparenza della sfarzosità, una irrisolvibile situazione di degrado politico e morale che, non avendo il coraggio di affrontare, si accetta con indifferenza e rassegnazione.
Un aspetto positivo, peraltro, sarà la manifestata consapevolezza di alcuni autori della decadenza dell'epoca, del ristagno mentale e della corruzione dominante.
Certamente, anche se questo periodo è e rimane l'età dolorosa della dominazione tirannica e autoritaria degli spagnoli, anche se la forma dominante dell'arte è la barocca ampollosità, non si può dimenticare che nel campo delle arti figurative e delle scienze si elevano alla dignità di grandi artisti personaggi come Bernini, Caravaggio, Galilei, che influenzeranno nei secoli successivi il progresso tecnico e scientifico europeo.
|
|