|
|
|
Della poesia allegorico-didascalica, in lingua d'oil, rimane famoso il poema di Guglielmo di Lorris e Giovanni di Meung: il Roman de la Rose, il quale non solo fu tradotto in volgare italiano, verso la fine del Duecento, da un certo Durante (forse Dante Alighieri), ma servì da modello a Brunetto Latini per il suo Tesoretto.
|
|
Nella letteratura epico-cavalleresca vennero formandosi tre cicli: il carolingio, il bretone ed il classico.
|
|
Ispirandosi alle leggendarie imprese di Carlo Magno e dei paladini di Francia, furono prodotti, con una intonazione particolarmente religiosa e patriottica, numerosi poemi epici, il più famoso dei quali, databile XI° secolo, è la Chanson de Roland, in memoria del valoroso Orlando, morto a Roncisvalle (778) per difendere la ritirata di Carlo Magno inseguito dai Mori.
Questi poemi epici, chiamati Chansons de geste, erano molto apprezzati anche in Italia, infatti i cantastorie francesi venivano dalla Francia a cantarli perfino sulle piazze.
In tutta Italia, ma specialmente in Veneto, numerosi autori si riferirono a questi poemi per le proprie produzioni artistiche: così fu composta l'Entrée d'Espagne da un anonimo padovano e La prise de Pampelune ad opera di Niccolò da Verona.
|
|
Originaria della Bretagna (da cui il nome), questa produzione letteraria aveva un'ispirazione prevalentemente amorosa, cavalleresca ed avventurosa.
I componimenti in versi o le narrazioni in prosa furono detti romanzi e furono imitati non poco dagli autori italiani dell'epoca; anche la letteratura epica del Rinascimento italiano subirà l'influenza dei romanzi del ciclo bretone e dei poemi del ciclo carolingio.
Del ciclo bretone ricordiamo le gesta cavalleresche, ancora oggi famose, di Re Artù e dei cavalieri della tavola rotonda e gli amori di Lancillotto e Ginevra nonchè di Tristano e Isotta.
|
|
Un'ulteriore produzione artistica fu quella delle narrazioni, in cui venivano stranamente deformati i personaggi famosi della storia antica, greca e romana.
Questo ciclo, detto anche dei cavalieri antichi, suscitò un interesse minore tra gli autori italiani.
|
|