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I primi luoghi di ricovero dell’uomo preistorico furono le caverne, spazi formati dalla natura, che l’uomo utilizzava per le proprie esigenze di vita.
È probabile che i primi esempi di architettura, e con ciò indichiamo solo i manufatti costruiti dall’uomo, siano state capanne costruite con effimeri e poco durevoli intrecci di arbusti di legno.
Costruzioni che, ovviamente, non hanno lasciato, oggi, alcuna testimonianza di sé.
Le prime costruzioni, che invece hanno sfidato i secoli e i millenni, sono state le enormi costruzioni in pietra, definite appunto «megalitiche».
Tali costruzioni erano realizzate secondo il sistema detto «trilitico», ossia erano formate da tre enormi pietre, delle quali due erano alzate in verticale, ed una era posta su di esse in orizzontale.
Con il sistema trilitico si potevano costruire ambienti chiusi, anche su più piani, e delle dimensioni e forme più diverse.
L’unico limite era nella resistenza dell’elemento orizzontale.
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Il sistema triangolare è sicuramente quello delle prime costruzioni umane: le capanne di legno, ma è anche il sistema adottato dagli antichi egiziani per costruire le piramidi.
Il sistema trilitico è invece quello delle costruzioni megalitiche della preistoria – Stonehage –, ma è anche il sistema preferito dai greci per la costruzione dei loro templi.
Il sistema a pseudo-arco trovò invece vasto impiego in alcune culture paleostoriche, quali quella micenea.
Infine il sistema ad arco sarà il principio costruttivo principale adottato dagli antichi romani, ma sarà impiegato anche nei periodi storici successivi, dal medioevo all’età barocca.
Esso troverà applicazioni sempre diverse, scomparendo solo con la rivoluzione industriale e la scoperta di nuovi materiali: il ferro e il cemento armato.
Con questi nuovi materiali si tornerà, infatti, al sistema trilitico.
Le moderne strutture, realizzate con l’acciaio o il cemento armato, sono composte di elementi rettilinei, verticali ed orizzontali, e non più curvi.
La grande resistenza di questi nuovi materiali permette alle strutture inflesse – le travi orizzontali – di sopportare agevolmente le tensioni di trazione che si originano in esse.
E con ciò l’architettura ha trovato il modo di allargarsi su orizzonti applicativi prima sconosciuti.
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