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Informazioni generali

Padova è una città antica e illustre e la sua bimillenaria storia è documentata da monumenti e opere d'arte d'indiscusso valore.

Della mitica, nobile origine troiana, per la quale Padova sarebbe sorella di Roma, parla ancora oggi al visitatore curioso la "tomba di Antenore', dalla severa arca romanica, contenuta nell'elegante ultima arcata superstite del portico duecentesco "Pontecorvo Naviglio" (riviera T. Livio): il grigio cupo della pietra resta valorizzato dal caldo tono del mattone.

La sicura alta antichità di Padova è provata da numerose testimonianze archeologiche.
Patavium, la città degli abitanti della palude, nasce con uno stanziamento umano su bonifica lignea, databile al X secolo circa a.C., scoperto, nel 1962, nell'area della Sede centrale della Banca Antoniana (elementi al Museo Civico e alla Sopraintendenza alle Antichità) .
Dal primo villaggio, a semplice economia soprattutto agricola, Patavium si sviluppa verso oriente, seguendo il corso dei rami principali del grande delta medoacense (Brenta): vie naturali di facile comunicazione con la laguna.
Agricoltura, pastorizia e allevamento di pregiati cavalli da corsa alimentavano i frequenti traffici commerciali con gli Etruschi e con i Greci, tramite Adria e Spina.

Dagli scambi commerciali fu ravvivata e arricchita la vita di Patavium paleoveneta: le necropoli a incinerazione, lungo il Medoacus (Brenta), delle vie "Loredan-Ognissanti-Tiepolo" documentano a sufficienza lo sviluppo demografico ed economico dell'oppidum (centro fortificato di raccolta) Patavium, da circa il VII sec. a.C. fino alla romanizzazione (II-I sec. a.C).
Semplice e piuttosto povero è il più delle tombe-vaso fittili, in fossa, ma notevoli per l'originale e vivace decorazione figurata (scene di caccia) sono due cinerari di capi, databili nel corso del V sec. a.C. (Museo Civico).

I Paleopatavini erano di loro istinto modellatori e scultori efficacissimi: l'inclinazione naturale fu potenziata dai vivificanti contatti con il mondo etrusco-ionico, prima, greco-italiota, poi.
Peculiari di Patavium sono, infatti, nel mondo paleoveneto, le stele funerarie, in pietra berica, a riquadro figurativo a rilievo: viaggio agli Inferi, caccia e combattimento, con il cocchio o a cavallo, danno il soggetto, reso con singolare forza di modellato e con massima vivacità di movimento.
La più recente delle stele patavine conosciute (Museo Civico e Istituto d'Archeologia al Liviano) rende testimonianza, grazie all'iscrizione venetica in caratteri latini, dell'avanzato processo della romanizzazione del Veneto e di Patavium all'inizio del I sec. a.C .



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